Stand up for life Onlus

Insieme, in piedi per la vita!

Dai Diari della Missione

Quando siamo partiti il 22 Agosto eravamo felici del fatto che stavamo concretizzando i progetti per i quali avevamo lavorato tutto l’anno, ma nello stesso tempo preoccupati, perché non sapevamo cosa avremmo trovato in un distretto sperduto nel sud del Madagascar…

Siamo partiti da Fort Dauphin (la cittadina nel Sud del Madagascar nella quale si arriva con l’aereo) per arrivare ad Ambovombe (distretto della missione) con un pulmino che definirei di nuova generazione…Niente fari rotti, niente finestrini a pezzi, carrozzeria e motore ok, insomma lo definirei una rara Ferrari africana.

La strada, fatta di fango e grosse buche, ci ha accompagnati per circa 4 ore. Il paesaggio mozza fiato: baobab di ogni specie (in Madagascar se ne contano 7), distese di sisal, zebu (mucche) che trainavano grossi carri guidati da bimbi felici, taxi brousse con centinai di persone e animali, donne a piedi con grossi cesti sulla testa e bimbi legati sulla schiena con il pareo, ecc.

Arrivati alle porte di Ambovombe, abbiamo capito che sarebbe stata una vera missione tra i poveri, come noi volevamo…Un’unica strada di sabbia conduceva a tutto…All’ospedale, al convento di Suor Charlotte (la nostra referente locale), al mercato e alla farmacia. Bimbi, anziani, giovani donne e giovani uomini “coloravano” la strada…Alcuni con la sua dignità di uomini, altri invece l’avevano persa…Sguardi tenebrosi arrossati dall’alcol con abiti sporchi e usurati dai tanti anni vissuti in povertà…Bimbi seduti ai lati della strada con splendidi sorrisi vicino alle loro giovani madri, anch’esse bambine. Piccoli mercati allestiti sulla strada per pochi ariary (moneta locale) al giorno: noccioline, pesce fritto, manioca, papaia, ecc.

Suor Charlotte e tutto il convento ci hanno accolti con una splendida tavola imbandita di cibo e fiori!

La giornata ad Ambovombe iniziava presto, perchè alle 6 splendeva il sole e alle 18 brillavano le stelle e così il nostro lavoro aveva inizio all’alba per terminare prima che facesse buio.

Io (Valentina) mi sono occupata del CREN e dei bambini malnutriti insieme a Marcel e al medico locale dell’ospedale, e Francesca ha svolto il suo mestiere di optometrista.

Il CREN…Un reparto con letti distrutti dagli anni e dalla poca igiene, in cui risiedevano bambini come Viviane, affetta da una forma intermedia kwashiorkor-marasma di 4 anni, molto grave. Ma Viviane vuole vivere! Vi assicuro che i suoi occhi non li dimenticheremo…Chiedevano aiuto, erano spaventati…Ma pieni di luce.

Abbiamo quindi deciso di ristrutturare il CREN donando materassi, copri materassi, lenzuoli, coperte, zanzariere, e tutto il necessario per consentire al personale di cucinare per i bambini in via di guarigione, compreso un sacco di riso da 50 Kg. Abbiamo anche riempito con 5000 litri d’acqua la cisterna del CREN.

I bambini con malnutrizione severa ospedalizzati al CREN sono 13 e i bambini visitati e trattati con antiparassitari, antibiotici, multivitaminici, ecc, sono 113, di questi, alcuni con malnutrizione moderata, altri a rischio di malnutrizione. Per evitare quindi che quelli a rischio, diventassero malnutriti e per evitare le ricadute di quelli in via di guarigione, insieme alla Suora, abbiamo ideato e allestito una mensa per circa 60 bambini. La mensa nascerà sotto un gazebo già esistente all’interno del convento dove vive S. Charlotte.

Lo abbiamo dovuto ristrutturare acquistando assi di legno, chiodi, fili elettrici, ecc. Non solo, abbiamo fatto costruire tavoli e panche, comprato cucchiai, piatti, pentole, caraffe, bicchieri, vassoi, carbone per cucinare, cisterna per l’acqua, ecc, e grazie ai soldi che invieremo ogni 3 mesi, la Suora comprerà riso, carne, verdura e frutta per loro.

Sono stati visitati e trattati anche 15 adulti che, in mezzo ai tanti bambini in attesa di essere visitati, chiedevano aiuto; tra questi sono stati individuati i casi più gravi che necessitavano di cure specialistiche…Maka, un uomo con il volto deformato da ulcerazioni putrescenti. E’ andato da Francesca per una visita agli occhi, e invece lo abbiamo inviato al centro dermatologico della capitale Antananarivo e presto sarà operato.

Francesca ha fatto 137 visite optometriche e donato 200 paia di occhiali in una stanza accuratamente allestita da lei all’interno del convento delle Suore. La sua felicità è stata vedere la gioia di persone che con l’occhiale donato hanno iniziato a “vedere”, mentre prima pensavano di essere cieche per una semplice miopia non corretta.

La mia gioia (Valentina) è stata stare tra i poveri e migliorare lo stato di salute di tante giovani vite.

La gioia di Marcel è stata aiutare il suo popolo.

L’emozione più grande è stata poi rivedere Giulia, la bambina incontrata nel 2011, affetta da marasma che ha dato il nome al progetto contro la malnutrizione infantile. In seguito al nostro intervento di aiuto nel 2011, Giulia oggi è una bambina piena di vita!

Giulia quest’anno è stata adottata a distanza e potrà quindi andare a scuola.

Vogliamo ringraziare tutti quelli che ci hanno sostenuto in questo anno e che hanno permesso quindi che la missione diventasse realtà. 
Se sogni da solo è solo un sogno, se sogni con gli altri è la realtà che comincia…

GRAZIE A TUTTI!

 

 

 

 

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